Quale futuro per le libere attività?

Mancano progetti eterogenei del mercato dell’offerta e la programmazione è carente

Secondo la Confesercenti, nei primi mesi dell’anno, hanno chiuso circa 12mila negozi a fronte di poco più di 3mila aperture, il dato più basso registrato negli ultimi tre anni. Ha ancora senso parlare di “iniziativa” nel nostro Paese? Soprattutto se la crisi continuasse a costringere le imprese a chiudere i battenti. Anche a livello locale gli operatori commerciali e gli imprenditori sembrano essere entrati in un tunnel senza uscita. Nonsolorosa, da sempre vicina ai problemi del territorio, ha deciso di portare avanti un’indagine all’interno della quale diventano protagonisti il commercio e i commercianti e ha deciso di farlo, considerando la complessità dell’argomento, a più riprese.
In questo numero abbiamo ascoltato la voce di Mauro, presidente della Confesercenti di Velletri, Onorio Amati, presidente dell’associazione commercianti di Velletri e Marcello Pontecorvi, assessore al commercio del comune di Velletri.

leoniMauro Leoni, presidente dell’associazione CONFESERCENTI

Quali misure intende adottare l’associazione in questo momento di notevole crisi del commercio?

Quando Ottavia Lavino mi ha contattato proponendomi di prendere parte ad un’indagine sul commercio locale, ne sono stato immensamente compiaciuto, poiché ritengo sia molto importante da parte dei mass media, far emergere le criticità che viviamo nella nostra città così da invitare il cittadino a conoscere meglio la realtà che lo riguarda da vicino, stimolandolo anche ad avanzare eventuali proposte. La CONFESERCENTI si è posta spesso questo tipo di problema e sta cercando con molto sacrificio di dare delle risposte concrete, mettendo in atto diverse azioni volte a risanare le sorti del commercio. Tuttavia, per trovare una soluzione, bisogna conoscere a fondo il problema. La tendenza all’isolamento nella piccola e media imprenditoria, mi riferisco in particolar modo ai commercianti locali, è un fatto molto significativo, che pesa notevolmente sulla crisi del commercio. Oltre a questo elemento c’è da sottolineare anche la scarsa qualità dell’offerta commerciale locale, altro punto che non gioca di certo a favore della ripresa dei consumi. Per quanto mi riguarda non sono stato mai convinto che feste, sagre e quant’altro possano risanare del tutto le sorti del commercio. Certamente servono anche quelle, ma sono soltanto una cornice che necessita di un quadro particolarmente ricco di colori. Come CONFESERCENTI stiamo mettendo in atto due progetti per dare il nostro contributo. Per prima cosa abbiamo realizzato un questionario scientifico, rivolto non solo ai commercianti ma anche ai consumatori. Si tende sempre a sentire il parere degli addetti ai lavori, dimenticando di dare il giusto spazio ai cittadini, la cui voce, alla fine dei conti, rappresenta il vero ago della bilancia, soprattutto quando si tratta di consumi. La distribuzione del questionario partirà tra i commercianti, che lo riceveranno tramite mail per poi, in una seconda fase, arrivare direttamente ai cittadini. La nostra speranza è che questa iniziativa, una volta giunta a conclusione, ci consenta di avere una fotografia più dettagliata della situazione che sta vivendo la nostra città dal punto di vista del commercio. Sempre più di frequente vedo negli occhi dei miei colleghi una stanchezza di fondo e al contempo una ricerca, seppur timida e poco motivata, di risposte ai numerosi interrogativi a cui questa crisi ci sta sottoponendo. Purtroppo di risposte ce ne sono ben poche. L’unica soluzione è mettere da parte la stanchezza e cercare di risollevarsi portando avanti dei progetti sensati, delle iniziative condivise ed efficaci. Proprio in tal senso nasce l’idea della “Rete d’impresa”, altro progetto su cui stiamo lavorando. In qualità di Associazione sempre vicina per sua stessa natura agli interessi dell’imprenditoria e in particolare del commercio, abbiamo appurato che, per raggiungere degli obiettivi concreti, non si può continuare a ragionare in modo individualistico; al contrario, urge la necessità di mettersi insieme, di fare “Rete” appunto, seguendo una sorta di cabina di regia che dia delle indicazioni e degli obiettivi comuni da perseguire. In tal senso risulterebbe molto utile seguire e adottare nei nostri centri storici quelle che sono le strategie di mercato messe in atto dai grandi centri di distribuzione. Proprio per raggiungere questo obiettivo è necessario lavorare in rete, condividendo idee, progetti e strategie in vista di un fine comune: risanare le sorti del commercio riportando il cittadino a vivere appieno il centro storico e tutti i servizi che offre. Il progetto della “Rete d’impresa”, approvato dall’Amministrazione Comunale, parteciperà ad un bando indetto dalla Regione Lazio con scadenza 15 novembre, riservato a tutti quei progetti che intendono valorizzare l’attività commerciale all’interno dei centri storici. Con questo bando la Regione ha messo a disposizione 10 milioni di euro per i 100 progetti più validi che verranno appunto finanziati con fondi regionali. Se la nostra “rete d’impresa” raggiungerà i numeri giusti per entrare nella rosa dei prescelti, calcolando approssimativamente i costi di gestione relativi all’effettiva messa in atto del progetto, dovremmo avere a disposizione tra i 60 e i 65 mila euro da spendere per interventi concreti a favore delle nostre piccole e medie imprese. Al momento ci stiamo occupando di raccogliere le adesioni e siamo arrivati già a 35 esercizi commerciali che ci hanno dato il loro sostegno.

Molto spesso nella nostra città aprono attività commerciali che vendono articoli simili ma al contempo scarseggiano altri servizi. Perché non ci si adopera per realizzare un progetto eterogeneo di offerta commerciale?
Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro, parlando della legge Bersani in merito alle liberalizzazioni. Il decreto in questione ha dato un atto di indirizzo ben preciso, che a mio avviso era assolutamente condivisibile. Il problema è sorto, come spesso avviene nel nostro Paese, per una carenza amministrativa, ovvero, quando le pubbliche amministrazioni si sono rese conto di non avere a disposizione un piano del commercio in grado di gestire gli effetti del decreto in questione. La legge Bersani parlava chiaro: per poter far si che si evitassero i monopoli e la concentrazione del potere in mano a pochi, e dare invece l’opportunità a tutti di poter esprimere le proprie capacità, una volta affidato alle pubbliche amministrazioni, il decreto legge 33 del ‘99 doveva essere recepito all’interno di un Piano del Commercio, ovvero di uno strumento di regolamentazione urbanistica atto ad individuare le aree di applicazione della legge 33. In questo senso la liberalizzazione ha trovato una grande lacuna nelle pubbliche amministrazioni e pertanto ha dato libero sfogo alla possibilità, da parte di chiunque, di aprire dovunque qualsiasi tipologia di esercizio commerciale. A Velletri, grazie all’attuale Amministrazione, abbiamo finalmente un piano del commercio; sfortunatamente è stato realizzato dopo l’approvazione della legge Bersani, quando le conseguenze della liberalizzazione erano già sfuggite di mano.

Spesso la programmazione di eventi è carente e approssimativa. Avere un calendario dettagliato e ricco di iniziative non aiuterebbe a combattere la crisi e a valorizzare maggiormente il centro storico che è quello più penalizzato?
Certamente si. Oltre alla necessità di un calendario più dettagliato di eventi, ritengo sia di fondamentale importanza, anche e soprattutto per questo alcune manifestazioni, ragionare sempre secondo il concetto di rete. Le iniziative devono essere in primo luogo condivise da tutti, perché solo in questo modo, ragionando come parti di uno stesso insieme, si può pensare di ottenere dei risultati concreti dagli eventi che vengono realizzati per la città. Se anche solo un commerciante decide di non prendere parte ad un evento, non mettendosi in gioco nell’interesse suo, dei suoi colleghi, dei cittadini e della città stessa, quell’iniziativa non otterrà lo stesso riscontro. Perciò, in conclusione, ritengo che, per risanare le sorti del commercio, è senza dubbio necessario realizzare delle iniziative di qualità che siano programmate, divulgate, ma soprattutto condivise e sostenute da tutti i commercianti e i consumatori. Insieme possiamo farcela, altrimenti si rischia di rimanere sempre al punto di partenza.

amatiOnorio Amati, presidente dell’associazione commercianti

Quali misure intende adottare l’associazione in questo momento di notevole crisi del commercio?
Intanto, adottare strumenti adeguati per stare vicino ai nostri associati e commercianti. Dotarli sia di strumenti che consentano una crescita adeguata per rimanere all’interno dei vari settori commerciali, sia attraverso azioni mirate. Ad esempio, importante è il sostegno che l’associazione può dare alla visibilità, fornendo al commercio la possibilità di uscire fuori da quelli che sono gli strumenti di vendita giornaliera. Inoltre bisogna superare il contesto cittadino puntando non solo sulle occasioni di manifestazioni esterne ma creare una rete di lavoro e servizi da promuovere, sfruttando le potenzialità dell’universo tecnologico.

Molto spesso nella nostra città aprono attività commerciali che vendono articoli simili ma al contempo scarseggiano altri servizi. Perché non ci si adopera per realizzare un progetto eterogeneo di offerta commerciale?
Per rispondere a questa domanda bisognerebbe ripercorrere quella che è stata la storia sia di Velletri che del commercio della città, senza dimenticare di analizzare e tenere sempre presente il lavoro delle varie amministrazioni comunali, che al di là di quelli che possono essere stati i buoni intenti, non hanno avuto e non hanno una visione chiara di quelle che sono le necessità effettive da un punto di vista commerciale. È vero che oggi il commercio non è dotato di strumenti adeguati per far sì che possano essere inserite nei vari contesti cittadini delle attività: infatti, in momenti di difficoltà commerciale, oltre a coloro che cercano di trovare vie alternative al commercio, molti puntano sulla facilità. Nei decenni precedenti Velletri ha assistito in momenti diversi alla concentrazione di macellerie, gioiellerie, ed anche delle farmacie. Oggi a Velletri si sono affacciate nuove realtà commerciali come quelle extracomunitarie che hanno investito nella nostra città, ma che allo stesso tempo hanno eroso il commercio locale sostituendosi anche ad attività di tradizione centenaria. La crisi ha fatto sì che, non avendo un futuro, molte attività cedessero alle lusinghe di denaro extracomunitario, che, ripeto, ha eroso quella che era la garanzia, professionalità, capacità di stare al commercio, che purtroppo oggi è venuta a mancare a beneficio di altre tipologie di attività.

Spesso la programmazione di eventi è carente e approssimativa. Avere un calendario dettagliato e ricco di iniziative non aiuterebbe a combattere la crisi e a valorizzare maggiormente il centro storico che è quello più penalizzato?
Io credo che al di là di quel che possano essere le organizzazioni di eventi che il comune nel corso degli anni ha seguito (mi riferisco ad esempio alla Festa dell’Uva e dei Vini, alla Festa della Madonna delle Grazie), l’Associazione Commercianti, (così come altre associazioni), si è sempre adoperata con impegno e lavoro chiaro e pulito. Abbiamo portato avanti un progetto di manifestazioni che potesse coinvolgere e dare la possibilità a tutte le attività commerciali e artigianali di poter operare all’interno del mondo cittadino portando loro visibilità (come “La notte bianca”, “Velletri SummerShopping”). Cerchiamo sempre si coinvolgere tutte le attività al massimo delle nostre possibilità, anche laddove è presente comunque il problema della dispersione fisica dei locali commerciali. Un calendario programmato di sicuro porterebbe giovamento: vi sono paesi come Norcia in cui la programmazione è diretta, e si organizza di anno in anno. Ciò permette non solo di programmare ma anche di rivedere l’economia, e di poter lavorare e gestire un calendario che si presta sia a manifestazioni invernali che estive. Questa sì che sarebbe un’ottima possibilità. Spesso abbiamo richiesto anche dei tavoli di consultazione con l’Amministrazione comunale per trovare soluzioni non solo alle problematiche legate al commercio, ma anche a quelle legate alle manifestazioni ludiche e commerciali che potessero portare visibilità alla città. Città che di per sé soffre la carenza cronica di aree di sosta e di troppe aree di sosta a pagamento. Abbiamo aree non sfruttate e non collegate bene, ma di ciò devono occuparsi le amministrazioni. Come spesso accade gli interessi delle parti vanno a scontrarsi: da una parte le amministrazioni che intendono perseguire determinati obiettivi, dall’altra le esigenze commerciali che difficilmente riescono a trovare un accordo. Bisogna comunque riconoscere la presenza di numerose altre associazioni sul territorio e che ognuna persegue una propria linea: per questo spesso c’è difficoltà ad incontrarsi sulle problematiche legate al commercio. Indubbio però, è che da parte nostra, l’impegno e la disponibilità ci sono sempre, e siamo sempre qui a lavorare al servizio della realtà cittadina.

pontecorvi

Marcello Pontecorvi, assessore al commercio del comune di Velletri

Quali misure intende adottare l’associazione in questo momento di notevole crisi del commercio?
E’ dall’anno 2008 che la congiuntura economica, a livello nazionale e internazionale, propone valori sfavorevoli e decrescenti per l’economia e lo sviluppo. Tutti i governi, sia nazionali che esteri, hanno cercato di arginare la stagnazione economica e favorire una inversione di tendenza attraverso provvedimenti di vario tipo ed in vari settori dell’economia con l’obbiettivo di recuperare valori di crescita significativi e duraturi.
Dopo otto anni dobbiamo purtroppo consuntivare risultati per lo più insoddisfacenti evidenziati da parametri economici molto al di sotto delle aspettative. Anche in Italia gli interventi adottati da parte dell’autorità di governo, pur avendo quanto meno arginato l’andamento negativo dell’economia, non stanno producendo una marcata ripresa del PIL che, dopo vari anni di valori negativi, solo a partire dall’anno 2015, registra valori positivi; per l’anno 2016 le previsioni, pur positive, sono ancora a livello di decimali.
Tutti i settori dell’economia si sono dovuti confrontare con questa congiuntura economica sfavorevole ed anche il Commercio si è dovuto misurare con indicatori economici decisamente condizionanti: riduzione della domanda e dei consumi, aumento della disoccupazione, perdita di fatturato, difficoltà nel reperimento di risorse finanziarie, riduzione degli investimenti, concorrenza crescente di forme innovative di vendita, aumento dei costi, taglio netto degli utili, perdita di competitività, uscita dal mercato, etc… il risultato è che, dopo otto anni, ci troviamo con un settore commerciale in piena crisi, debole e con scarse capacità di reazione.
Anche il commercio veliterno si trova in una situazione di sofferenza anche se dimostra un’apprezzabile capacità di tenuta complessiva considerato che negli anni 2014 e 2015, su circa 1600 attività commerciali presenti sul territorio, si sono avute un totale complessivo di 112 nuove aperture a fronte di 118 cessazioni lasciando la situazione degli operatori sostanzialmente invariata. (Dati SUAP 2014-2015)
L’Amministrazione ha sempre rivolto massima attenzione nel sostenere il settore del commercio ovviamente mettendo in campo quelle attività strettamente riconducibili alla competenza dell’Ente locale ed in grado di agire soprattutto sullo sviluppo della domanda presente sul territorio. Ci siamo mossi e ci muoveremo in queste direzioni:
• Investimenti sulla qualità della vita cittadina con la convinzione che sia la condizione determinante per la fruizione della città da parte di tutti: realizzazione di interventi di rifacimento delle strade in particolare nel centro storico; potenziamento dei sistemi di sorveglianza sul territorio ai fini di salvaguardare la sicurezza; recupero e salvaguardia di aree verdi della città; razionalizzazione del sistema dei parcheggi sia liberi che a pagamento e realizzazione di nuove aree di parcheggio; razionalizzazione e potenziamento del sistema di mobilità cittadina (bus navetta e nuova scala mobile); spostamento di uffici decentrati verso il centro storico (Polizia locale, centro per l’impiego ed ufficio parcheggi);
• Investimenti sulla capacità di attrazione della città: valorizzazione delle strutture legate al tempo libero presenti sul territorio e recupero di beni storico-culturali esclusivi (Area archeologica delle Stimmate e Casa delle culture e della musica); potenziamento del sistema bibliotecario e museale cittadino;
• Investimenti sulla promozione del territorio: inserimento, in forma integrata con i Castelli romani, nei circuiti del turismo nazionale ed internazionale attraverso il supporto del Consorzio bibliotecario castelli romani ed ultimamente attraverso le opportunità offerte dal nuovo filone delle Vie della fede (percorsi della Via Francigena del sud e della Via Appia antica); sviluppo del turismo sportivo attraverso una capillare opera di attrazione presso le federazioni sportive nazionali che utilizzano il Palazzetto dello sport;
• Promozione delle eccellenze e delle tradizioni locali: partecipazione ad eventi internazionali (Milano Expo 2015) e creazione di centri di presentazione e divulgazione di prodotti tipici locali (Centro enogastronomico “Città di Velletri”); organizzazione da parte dell’amministrazione degli eventi legati alla cultura cittadina (Festa delle Camelie, Festa dell’Uva e dei Vini, Carnevale veliterno, Estate veliterna, Festività natalizie); sostegno alle iniziative di associazioni e privati cittadini volte alla valorizzazione della città dal punto di vista culturale, sociale e storico;
• Adeguamento di tariffe di competenza comunale per favorire una riduzione dei costi sostenuti dagli operatori: riduzione del 10% della tassa di occupazione di suolo pubblico; riduzione dell’aliquota IMU dal 10,60 al 9,60 per i locali commerciali; riduzione canoni concessori del mercato di Piazza Metabo pari al 20%.
Al di là delle attività sopra citate svolte direttamente, l’Amministrazione e questo Assessorato si sono sempre preoccupati di mantenere un rapporto costruttivo con le associazioni di categoria riconoscendo ad esse un ruolo fondamentale per porre all’attenzione i problemi emergenti nell’ambito della categoria e ricercare le possibili soluzioni. Si è ormai concordi nel ritenere che, in vista delle sfide del futuro, è necessario unire le risorse e sviluppare azioni attraverso l’utilizzo di nuovi modelli organizzativi (reti d’impresa, consorzi, …). Su quest’ultimo aspetto, con gli operatori commerciali e la Confesercenti di Velletri, si sta definendo un progetto per rispondere al bando della Regione Lazio che prevede risorse importanti a fondo perduto per la costituzione di una rete di imprese.

Molto spesso nella nostra città aprono attività commerciali che vendono articoli simili ma al contempo scarseggiano altri servizi. Perché non ci si adopera per realizzare un progetto eterogeneo di offerta commerciale?
Siamo convinti che una struttura di vendita territoriale deve essere in grado di presentare un’offerta commerciale il più possibile adeguata alle esigenze della domanda presente sul territorio. Più l’offerta è ampia, diversificata e completa, più è alta la considerazione e quindi la capacità di attrazione nei confronti dei consumatori; in questo caso ne traggono vantaggio tutti per un effetto volano ed in questa direzione tutte le parti in causa debbono lavorare e fare la loro parte.
Più volte ci siamo confrontati con le associazioni di categoria e con gli operatori commerciali e non ci sono stati problemi nel condividere queste considerazioni.
Purtroppo le scelte delle tipologie di articoli e di assortimento da vendere nei singoli esercizi commerciali è una questione che non può essere controllata o imposta dall’Amministrazione o da una qualunque associazione di categoria.
La liberalizzazione del mercato introdotta dalle leggi europee e nazionali consente a tutti di poter operare in piena autonomia e liberà e quindi di poter scegliere le modalità ed i contenuti specifici dei loro investimenti.
Il problema, a nostro avviso, è come orientare le scelte di chi intende investire. Per “scegliere” in modo produttivo riducendo il più possibile il rischio di una sconfitta e quindi di una perdita dell’investimento, occorre conoscere lo scenario di mercato che si ha di fronte (o farselo raccontare), studiarlo ed interpretarlo con l’obbiettivo di cogliere le opportunità e le difficoltà.
Per un semplice piccolo imprenditore non sempre è possibile percorrere la strada ed i ragionamenti sopra descritti essendo chiamate in causa molteplici professionalità che richiedo impiego di risorse non sempre disponibili.
E’ logico e conseguente quindi pensare ad una regia unica che può essere costituita dalle associazioni di categoria con il supporto dell’amministrazione comunale che, attraverso un’analisi approfondita dello scenario attuale, sappia:
• Individuare le linee guida per un adeguamento dell’offerta alla reale domanda di beni e servizi della città;
• Promuovere la necessaria informazione presso tutti coloro che vogliono intraprendere o modificare la propria attività;
• Attivare i necessari canali per poter reperire le risorse necessarie.

Spesso la programmazione di eventi è carente e approssimativa. Avere un calendario dettagliato e ricco di iniziative non aiuterebbe a combattere la crisi e a valorizzare maggiormente il centro storico che è quello più penalizzato?
Condividiamo l’osservazione che esista la necessità di pubblicizzare e far conoscere in anticipo le iniziative che interessano la città nel corso dell’anno per favorirne la valorizzazione anche sotto l’aspetto commerciale e per attivare il richiamo di flussi turistici e visitatori esterni.
Il calendario annuale degli eventi è molto ricco e non sempre si riesce a mettere in campo un adeguato supporto di comunicazione.
Non condividiamo l’affermazione che definisce carente e approssimativa la programmazione degli eventi; in questi ultimi anni il calendario oltre a prevedere i tradizionali appuntamenti organizzati direttamente dal Comune (Festa delle Camelie, Carnevale veliterno, Estate veliterna, Festa dell’Uva e dei Vini, Festività natalizie) si è arricchito di moltissimi eventi organizzati da associazioni culturali presenti sul territorio. E’ soprattutto con quest’ultima fascia di iniziative che incontriamo difficoltà di calendarizzazione preventiva degli eventi in funzione del fatto che si presenta difficile gestire delle iniziative organizzate da terzi che ubbidiscono, per lo più, a logiche di interesse particolare.
L’Amministrazione ha però messo in campo una serie di strumenti atti ad una rapida divulgazione mediatica: mi riferisco ai Ledwall presenti sul territorio cittadino, alla App turistica “Velletri città per tutti” che propone news aggiornate sugli eventi che vengono comunicati all’Ente locale, il sito istituzionale ed alla pagina Facebook del Comune.
Su quest’aspetto l’Amministrazione intende proseguire la strada intrapresa al fine della maggiore diffusione e conoscenza delle manifestazioni potenziando gli strumenti a disposizione.

Giulia Lenci e Maria Rita Cappucci