Febbraio 2016

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Cari lettori,
poiché tra qualche giorno ricorre la Festa della donna, Nonsolorosa vuole ricordare le origini di questa festa.
La Giornata Internazionale della Donna nasce ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909. A istituirla fu il Partito Socialista americano che per quell’occasione organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Ma, l’origine della festa risale al 1908 quando un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le dure condizioni di lavoro. Il conflitto si acuì. Per ritorsione il proprietario bloccò le vie di uscita dello stabilimento. Lo stesso giorno scoppiò un incendio che uccise 129 di loro. Successivamente questa data fu proposta da Rosa Luxemburg come giornata di lotta internazionale a favore delle donne.
Ma, questa versione, è contestata da molti, poichè si farebbe in realtà confusione con un’altra tragedia accaduta il 25 marzo del 1911, quando nella fabbrica Triangle di New York, a causa di un incendio, persero la vita 146 lavoratori, per lo più donne immigrate. Da quel momento in poi, le manifestazioni in favore dei diritti delle donne si sono moltiplicarono.
La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo l’evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca scegliendo l’8 marzo come data per la Giornata Internazionale dell’Operaia.
In Italia la Festa inizia ad essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale, diventando realtà nel 1945, quando l’Unione Donne in Italia, formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro, si riunirono nelle zone dell’Italia già liberate dal fascismo.
L’8 marzo del 1946, per la prima volta, l’Italia unita ricorda la Festa della Donna scegliendo come simbolo la mimosa, il fiore che sboccia proprio nei primi giorni di marzo.
L’8 marzo è divenuta così nel tempo una data storica, una data per non dimenticare, simbolo dei maltrattamenti subiti dalle donne da sempre, e allo stesso tempo delle lotte per affrancarsi da ogni condizione di disagio e di subalternità.
Che poi l’8 marzo sia divenuta una festa mondana all’insegna del consumismo più sfrenato, condivisibile o meno, ma così è, questa è tutta un’altra storia. L’importante che sia soprattutto l’occasione per riflettere e per difendere le nostre conquiste sociali e culturali, contro una mentalità maschiocentrica che ancora persiste, e contro tutti quegli oscurantismi pseudoreligiosi che vorrebbero portarci indietro nel più tetro Medio Evo.
E proprio parlando di oscurantismo religioso e culturale, il mio pensiero non può non andare alle ragazze di Boko Haram, alle ragazze di Colonia, a quelle reclutate dall’Isis come spose di terroristi, a tutte quelle umiliate, sfregiate, mutilate, rapite. Ma anche a quelle comunemente sottomesse a livello psicologico, che non hanno la forza di dire ‘basta’ e di denunciare un compagno violento, a tutte quelle che ovunque, ancora oggi, pagano con la propria vita il diritto sacrosanto di esistere come persone.
L’augurio che faccio a tutte le donne è quello di conquistare lo spazio che meritano, senza più discriminazioni di sorta.